Sergio Cima, Roberto Satolli
Fonte Graham-Rowe D. New Scientist 2007: 194: 12.
Dalla bocca non si cavano solo i denti. Sta prendendo piede una particolare tecnica chirurgica che rende possibile raggiungere ed estrarre organi malati attraverso l’esofago.
esofago
stomaco
pancreas
piccolo intestino
1. endoscopio provvisto di lama 2. parete dello stomaco dove viene praticata l'incisione
Si tratta di una sorta di endoscopio munito di lama con la quale è possibile praticare una incisione sulla parete dello stomaco e giungere quindi la cavità addominale. Per fare cosa?
Per ora l'operazione di maggior successo è la rimozione della cistifellea, ma fantasiosi chirurghi fanno a gara per brevettare accessori («plug in») che permettano di estendere il campo di azione dello strumento: rimozioni di parti fegato, di polipi intestinali, giù giù fino alla prostata.
Effetti collaterali? AI massimo, ipotizzano i sostenitori, un cattivo sapore in bocca. E° comprensibile che gli organi lascino un certo retrogusto sul palato.
Inoltre la nuova tecnica può vantare: assenza dei rischi connessi all’anestesia totale;
@ riduzione del rischio di infezioni perché il taglio sulla pelle è molto più esposto ai batteri mentre i succhi gastrici dello stomaco disinfettano naturalmente la mucosa ferita.
La chirurgia transgastrica, questo il nome scientifico, viene offerta come la tecnica chirurgica minivasiva ottimale: nessuna cicatrice, tempi brevi di recupero, minor dolore dopo l'operazione, basso rischio operatorio a pari efficacia rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali. Tutto vero?
Forse, non si sa. Almeno tre le questioni da approfondire secondo gli esperti.
Avere i vantaggi della chirurgia senza subirne i traumi correlati è un desiderio, legittimo, tanto dei malati quanto dei medici. La chirurgia transgastrica sembra soddisfare tutte le condizioni, ma proprio nella sua immagine rivoluzionaria stanno e insidie.
Facilità di utilizzo>proposta più allettante La semplicità e l’economicità della tecnologia si accompagna a una maggiore aggressività dell'offerta: è facile che medico e paziente cadano nella tentazione di imbarcarsi in un intervento per tentate di risolvere tutti quei disturbi dai sintomi sfumati, non ben definiti, poco fastidiosi per i quali oggi non viene proposta alcun tipo di chirurgia, nella convinzione che «provare non costa niente, non rimarrà neanche la cicatrice», con il rischio di non ottenere nessun beneficio a fronte dei possibili effetti collaterali.
Moda incalzante>offerta poco trasparente In secondo luogo. La facile diffusione di questa pratica può spingere molti chirurghi dell’ultima ora e centri poco attrezzati a dotarsi dello strumento all’ultima moda solo per attrarre pazienti, senza alcuna preoccupazione di evitare interventi inutili e operare secondo precise indicazioni terapeutiche.
Voglia di nuovo>approvazione frettolosa Terzo rischio, di cui gli altri due sono solo conseguenze secondarie. L'autorità regolatoria che approva farmaci e dispositivi chirurgici viene spinta ad approvare qualsia novità in nome del beneficio per i malati ma in un processo di approvazione frettoloso si possono perdere per strada informazioni importanti sull’efficacia e sui danni della novità. In particolare, poi, è noto che le tecniche chirurgiche seguono la moda e spesso vengono proposte prima che siano raccolte le prove a di efficacia e di rischio. Anche la tecnica transgastrica non fa eccezione: mancano studi comparativi che ne valutino l'efficacia rispetto alle tecniche chirurgiche consolidate così come non sono del tutto noti i possibili effetti collaterali.
Insomma la tecnica transgastrica potrebbe essere più vantaggiosa per alcune condizioni, o in alcune persone, e meno indicata in altri casi: per capirlo vanno organizzati studi e istituiti registri che permettano di raccogliere i dati e valutare gli esisti.
Sergio Cima, Roberto Satolli
Ultimo aggiornamento 13/7/2007
Login per inviare commenti n" alal Ei G (Ri EI Inserito da redazione il Ven, 13/07/2007 - 14:37
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