Sergio Cima, Monica Mosca
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Quale ospedale per la protesi d'anca: un’inchiesta di Altroconsumo
L’impianto di una protesi all’anca è tra gli interventi più frequenti in Italia (circa 70.000 operazioni all’anno). Qui sotto una scheda per capire quando è indicata la sostituzione dell'articolazione dell'anca.
Scheda: quando si ricorre alla protesi d'anca
Le cartilagini rendono liscie e flessibili la superfici che ricoprono la “testa” dell’osso della coscia (femore) e la cavità che la contiene (acetabolo). Quando questo tessuto si usura le ossa dell'articolazione sfregano tra di loro: ciò induce dolore, deformazione e perdita di mobilità.
Quando le cure farmacologiche e terapiche non sono più sufficienti per marginare i disagi si ricorre all’intervento chirurgico sostituendo la testa del femore con un emosfero di metallo (titanio) e rifacendo la cavità che la contiene con una cuffia di plastica (polietilene) o con una struttura di ceramico o metallo ricoperta di plastica. Le protesi possono essere fissate con cemento (polimetilmetacrilato) o sfruttando la ricrescita dell’osso sulla superficie e negli anfratti dell’innesto.
I metodi di ancoraggio ed i materiali utilizzati dipendono dalle abitudini del chirurgo e dalle caratteristiche del paziente (età, patopogia, caratteristiche dell’ osso). L’intervento può essere totale (sostituzione della testa e della cuffia), parziale (solo la testa) o di revisione. Il paziente incomincia a camminare con le stampelle dopo 2-4 giorni e raggiunge un recupero totale dopo 3-6 mesi. La buona riuscita è del 90%.
A quale ospedale rivolgersi per sostituire questa importante articolazione quando è danneggiata da un incidente o da una artrosi? Come districarsi tra chirurgia «tradizionale», «minivasiva», visite di follow up, riabilitazione?
La rivista
Salutest, supplementare bimestrale di
Altroconsumo, associazione di consumatori, ha analizzato come alcuni ospedali italiani seguono i pazienti sottoposti questo intervento.
Quando si deve valutare un ospedale non è facile comprendere chiaramente le sue potenzialità di servizio e l’inchiesta ha valutato numerose variabili che PartecipaSalute ha raccolto in quattro capitoli principali:
l’esercizio prettamente clinico (l’intervento operatorio, la gestione post-operatoria)
l’investimento di risorse per il controllo e il miglioramento della qualità del servizio (standardizzazione delle procedure, raccolta e analisi dei dati);
il benessere dell’assistito, ovvero lo studio e l’applicazione di tutti gli accorgimenti necessari per supportare al meglio il paziente (razionalizzazione delle strutture;
l’attenzione alla comunicazione con il malato.
La ricerca è stata condotta in 17 ospedali, che per comodità del lettori sono stati raggruppati per area geografica.
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A fine pagine i lettori possono trovare i recapiti utili degli ospedali.
Non è stato possibile inserire nell'inchiesta i dati di alcuni ospedali, il Careggi di Firenze, il San Martino di Genova, l'Ospedale Martino di Cagliari: contattati da
Altroconsumo
non hanno risposto. Se nulla si può dire sulla qualità clinica delle cure offerte da questi istituti, si può però rilevare una scarsa propensione alla trasparenza.
VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA’ CLINICA
L’indagine considera tra gli ospedali ubicati in diverse aree geografiche quelli maggiormente segnalati dai medici generici come centri di riferimento per problemi ortopedici.
Tutti i centri coinvolti nell’inchiesta superano ampiamente la soglia del
numero minimo di interventi effettuati
all’anno per ritenersi sufficientemente preparati (dati di letteratura indicano che per l’intervento all’anca il numero minimo è 25). Non tutti gli ospedali hanno una uguale organizzazione così gli interventi «d’urgenza» possono essere sostenuti nell'apposito reparto di traumatologia oppure nel reparto di ortopedia, togliendo in questo modo risorse alle attività già programmate.
Nella tabella riassuntiva 1 sono riportati il numero di interventi complessivi, a parte è evidenziata la percentuale degli
interventi di «revisione», necessari per apportare correzioni personalizzate in una fase successiva all'intervento; queste operazioni sono più difficili da un punto di vista tecnico e onerose per l’utilizzo dei materiali, quindi significativi indicatori della competenza del centro.
(clicca sull'immagine per ingrandire)
Anche l'analisi della gestione del
decorso clinico post-operatorio
è un aspetto importante per comprendere quanto la struttura ospedaliera sia in grado di sostenere il malato nella sua completezza. Tutti gli interventi chirurgici, compresi gli interventi mini-invasivi, inducono una successiva comparsa del dolore. Forse perché impalpabile, forse perché ritenuto per lungo tempo erroneamente inevitabile, non sempre il dolore è rilevato con tempi e metodi standardizzati e notevolmente diversa è la preparazione del personale nel suo controllo.
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Un terzo elemento clinico considerato è la conduzione della
fase di riabilitazione post-operatoria.
Parte di questa fase è svolta in ospedale:
giorni di degenza;
assistenza (ore di visita, assistenza oltre orari, brandina o la poltrona);
visite mediche (visite domenicali in reparto, orario per colloqui, telefono del medico alle dimissioni).
Inoltre l’intervento di innesto di protesi all’anca richiede una riabilitazione di diversa durata e complessità; per questo motivo tutti i centri hanno a disposizione dei fisioterapisti per la riabilitazione precoce ma, in un secondo momento, due diverse strategie sono maggiormente adottate:
alcuni centri ospedalieri stipulano accordi con strutture riabilitative (ST);
altri delegano la gestione al medico di base con una lettera (LT).
Le due strategie indicano inevitabilmente una diversa attenzione alla cura del paziente. Per questo motivo è utile comparare tra le diverse strutture non solo la lunghezza dei giorni di degenza ma anche le diverse modalità di gestione della fisioterapia riabilitativa.
Per ultimo, poiché la protesi è uno strumento meccanico con cui il paziente deve convivere, è importante notare che tutti i centri pianificano un paio di visite di controllo nei primi due anni, pochi un monitoraggio per un tempo più lungo al fine di monitorare il buon funzionamento e l'insorgere di possibili complicazioni (follow up).
L’attenzione al paziente nel decorso post-operatorio invece è riscontrabile osservando l’organizzazione tempistica delle visite mediche durante l’intera settimana e l’accompagnamento al momento delle dimissioni dall’ospedale.
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LA SICUREZZA
La riuscita di una assistenza clinica altamente professionale deve essere accompagnata da un adeguato investimento nella compilazione accurata dei «registri», documenti contenenti tutte le informazioni riguardo all'intervento e il suo esito, comprese le eventuali complicanze e correzioni. Purtroppo non tutti i centri annotano con uguale precisione gli eventi e non esiste un formato del documento nazionale ma diversi formati regionali rendendo più difficile la possibilità di effettuare un confronto retrospettivo anche tra le diverse strutture.
Importante è anche l’attenzione nella validazione e attuazione di programmi di sicurezza. Con questo termine non s’intende soltanto una attenzione nell’evitare le classiche complicanze cliniche (rischi di infezioni, trombosi venose, formazione di piaghe da decubito), ma anche il monitoraggio dell’attuazione di tutte le procedure di sicurezza al fine di evitare possibili errori (dosaggi errati di farmaci, inclusione nelle ferite di garze o strumenti operatori, operazioni sull’arto o sul sito sbagliato).
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L’ATTENZIONE AL BENESSERE DEL PAZIENTE
L’attenzione che la struttura pone al paziente in quanto individuo è riconoscibile analizzando gli aspetti immediatamente più evidenti quali:
i posti letto
la qualità delle infrastrutture fornite;
l’organizzazione degli spazi dedicati al malato.
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L’INFORMAZIONE
L’attenzione all’
empowerment
del malato, cioè far in modo che possa decidere consapevolemnte della sua salute, è sempre più un elemento qualificante di una struttura ospedaliera.
In molte strutture lo sforzo di rendere più facile la comunicazione ha portato alla diffusione di opuscoli informativi o box di raccolta dei moduli per reclami o denunce.
Ma soprattutto durante la fase pre-operatoria la struttura ospedaliera deve porre particolare attenzione a una corretta comprensione da parte del paziente del documento noto come «consenso informato». Affinché la compilazione di questo documento sia un momento d’informazione occorre che il modulo sia comprensibile, facile da leggere per scelta dei caratteri e impaginazione, utilizzi una terminologia comune evitando il gergo medico; inoltre deve fornire tutte le informazioni importanti relative alla malattia, alla tipologia di intervento, alle possibili complicanze. Il modulo, quindi, non deve tutelare la struttura ma il paziente e per questo deve essere consegnato in tempi adeguati (minimo 24 ore) per permettere non solo la sua compilazione ma anche una sua completa comprensione lasciando tempo a ulteriori spiegazioni.
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La lista indispensabile
L’ospedale esegue almeno 25 interventi all’anno? Il chirurgo almeno 12?
E’ possibile avere in anticipo il materiale informativo?
Viene posta attenzione al controllo del dolore postoperatorio?
Il medico è rintracciabile anche dopo l'intervento?
E’ previsto un programma di riabilitazione?
E’ possibile avere facilmente la propria cartella clinica?
E’ previsto un programma di controlli successivi all’intervento?
L'ELABORAZIONE DATI DI PARTECIPASALUTE
PartecipaSalute per semplificare il paragone tra i vari ospedali ha sommato i punteggi dati da Altroconsumo e li ha elaborati in 4 grafici a ragnatela in cui sono stati rappresentati i quattro settori di valutazione (clinica, sicurezza, comfort, informazione).
Questo il criterio seguito: ai i giudizi non valutabile, ottimo, buono, medio, mediocre, pessimo è stato assegnato un valore numerico da 0 a 5. Per ogni settore è stata fatta una media, calcolando nel punteggio questi campi:
clinica: controllo del dolore, assistenza, visite mediche;
sicurezza;
comfort: posti letto, camere, spazi ricreativi, servizi commerciali;
informazione: materiale informativo, consenso informato.
Interpretazione dei grafici:
una ragnatela più esterna significa un maggior punteggio;
una bolla più grande significa più operazioni eseguite.
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Gli ospedali valutati
nord1
Azienda ospedaliera Maria Adelaide CTO
sito:
http://www.cto.to.it/cto/
sede: Via Biglieri 29, Torino
tel: 011 693 31 11
fax: 011 6933346
tel URP: 011 6933522
e-mail URP:
urp@cto.to.it
tel dip ortopedia: 011 6933573
e-mail ortopedia:
ortopedia.cto@unito.it
Azienda ospedaliera Santa Corona
sito:
http://www.ospedalesantacorona.it
sede: Via XXV Aprile 38, Pietra Ligure (SV)
tel: 01962301
tel URP: 019 6234235
fax URP: 019 6234236
e-mail URP:
urp@ospedalesantacorona.it
tel dip ortopedia: 019 6232458
fax dip ortopedia: 019 6234414
e-mail ortopedia:
traupatologia@ospedalesantacorona.it
Istituto ortopedico Galeazzi
sito:
http://www.galeazzi-gsd.it
sede: via R. Galeazzi 4, Milano
tel: 02 662141
fax: 02 66 214806
tel URP: 02 66214012
e-mail URP:
Urp.iog@grupposandonato.it
Istituto ortopedico Gaetano Pini
sito:
http://www.gpini.it/
sede: piazza cardinal Ferrari 1, Milano
tel: 02 582961
tel URP: 02 58 296564
e-mail URP:
urp@gpini.it
tel CUP: 02 58 29 68 30
tel dip ortopedia: 02 58296493
e-mail ortopedia:
divisione@gpini.it
nord2
Policlinico San Matteo
sito:
http://www.sanmatteo.org/
sede: via Taramelli, Pavia
tel: 0382 5011
tel dip ortopedia
I: 0382 502854
tel dip ortopedia
II
I: 0382 502417
e-mail ortopedia:
pazientiorto@smatteo.pv.it
Policlinico GB Rossi Borgo Roma
sito:
http://www.ospedaliverona.it/portale/borgoroma.asp
sede: piazzale Ludovico Antonio Scuro 10, Verona
tel: 045 8071111
fax: 045 916735
tel CUP: 8121212
tel URP: 045 8074848
fax URP: 045 8074058
e-mail URP:
urp.ocm@azosp.vr.it
Ospedale Maggiore Borgo Trento
sito:
http://www.ospedaliverona.it/portale/testi.asp?IdSezione=7
sede: piazzale A. Stefani 1, Verona
tel: 045 8071111
fax: 045 916735
tel CUP: 8121212
tel URP: 045 8072178
fax URP: 045 8073430
e-mail URP:
urp.ocm@azosp.vr.it
centro
Istituti ortopedici Rizzoli
sito:
http://www.ior.it/Sito/intro.html
sede: via Pupilli 1, Bologna
tel: 051 6366900; 051 6366544
e-mail:
dirsan@ior.it
e-mail URP:
info-urp@iot.it
Policlinico Gemelli
sito:
http://www.policlinicogemelli.it/area/
sede: largo Agostino Gemelli 8, Roma
tel URP: 06 35510330; 06 35510332
tel dip ortopedia: 06 30154248; 06 30154748
fax
dip ortopedia: 06 3051161
Azienda ospedaliera Cardarelli
sito:
http://www.ospedalecardarelli.it/index.asp?hw=1
sede: via A. Cardarelli 9, Napoli
tel
CUP: 800 019 774
tel URP: 081 7473061
e-mail URP:
http://www.ospedalecardarelli.it/box/invio_email.asp?hw=1&e=8
tel dip ortopedia
(uomini): 081 7472040
fax dip ortopedia (donne): 081 7472025
sud
Policlinico di Bari
sede: piazza G. Cesare 1, Bari
tel: 080 5575716
Buccheri la Ferla Fatebenefratelli
sito:
http://www.ospedalebuccherilaferla.it/
sede: via Messina marine 197, Palermo
tel: 091 47911
fax: 091 477625
tel URP: 091 479898
e-mail URP:
urp@fbfpa.it
tel dip ortopedia: 091 479451/452/461
e-mail ortopedia:
evalen@tin.it
Case di cura Cosentino
sito:
http://www.casadicurecosentino.it/corpo.htm
sede: corso dei Mille 56, Palermo
tel: 091 6162016; 091 6162079; 091 6161041
fax: 091 6161957
e-mail:
cosentino@telegest.it
e-mail ortopedia:
divisione@gpini.it
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Inserito da redazione il Sab, 07/04/2007 - 00:00
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