Con le sole pillole non si può dimagrire

Corriere della Sera · Prevenzione Salute, p. 55 · 21/01/2007

Sergio Cima

Occhiello

Giusto peso - Una revisione degli studi chiarisce efficacia, limiti e rischi dei tre principi attivi attualmente disponibili

Sommario I farmaci anti-obesità funzionano, ma dieta e movimento restano indispensabili

Dimagrire con una pillola sarebbe bello, ma esercizio fisico, dieta, impegno, sono imprescindibili. È il succo di una revisione sull'efficacia dei tre principi attivi anti-obesità attualmente disponibili - orlistat, sibutramina, rimonabant - pubblicata su Lancet.

La questione non è da poco. Le persone in sovrappeso hanno superato il numero di colore che vivono nell'indigenza e da qualche anno l'imperativo dei ministeri della salute di mezzo mondo è: non ingrassare. E non per riguardo verso l'altra metà che sta peggio, ma per salvaguardare i progressi di longevità raggiunti. Il grasso inizia a pesare sulla salute quando l'indice di massa corporea schizza sopra i 30 (per esempio, chi pesa 95 chili ed è alto 1 e 75), o quando si misura il giro vita e il metro segna più di 95 centimetri per lui e più di 80 per lei. In questo caso il rischio di incorrere in accidenti a cuore e vasi, soprattutto se si ha la pressione alta o si soffre di diabete di tipo 2, aumenta. Bisogna allora darsi una mossa, avendo ben chiaro che i farmaci possono dare una mano, ma hanno effetti collaterali e da soli non bastano.

Michele Carruba, direttore del Centro di studio e ricerca sull'obesità dell'Università di Milano, spiega: «Qualsiasi terapia, anche la sola dieta, fallisce se non inquadrata in una strategia che deve comprendere educazione alimentare e sostegno psicologico. Solo all'interno di questo quadro che il farmaco ha senso. Aiuta a raggiungere l'obiettivo: la modifica radicale dello stile di vita». Ecco, allora, i tre principi attivi in ordine di approvazione, con gli aggiornamenti della revisione.

Orlistat è un farmaco che interferisce con la secrezione del pancreas: inibisce la lipasi, l'enzima che lavora i grassi e li rende digeribili. In questo modo il 30% dei grassi assunti con l'alimentazione viene espulso dalle feci senza essere digerito. Secondo la revisione, in media fa perdere 3 chili nel giro di 4 anni. Un'efficacia minore rispetto ad altri farmaci, probabilmente perché orlistat blocca l'assorbimento dei grassi, ma non modifica il processo di digestione dei carboidrati (pasta, pane eccetera). Tra gli effetti collaterali, soprattutto se si esagera con i grassi: flatulenze, urgenza e aumento della defecazione, incontinenza fecale. Di norma tali disturbi non richiedono la sospensione della terapia, ma sono la spia di un regime alimentare disordinato.

Sibutramina blocca l'assorbimento di noradrenalina, serotonina e dopamina. Meccanismo tipico dei farmaci antidepressivi, classe a cui sarebbe dovuta appartenere anche la sibutramina, prima che la sua attività blocca-fame si rivelasse più spiccata di quella sull'umore: infatti aumenta i livelli di serotonina, inducendo un senso di sazietà e promuove il consumo di calorie. Nei trial sibutramina ha prodotto in media una perdita di 4-5 chili. L'effetto si esaurisce con la sospensione e ciò limita l'utilità sui tempi lunghi, poiché la terapia va interrotta dopo un anno. Chi assume questo farmaco deve tenere d'occhio tachicardia, palpitazioni, aumento della pressione arteriosa e conseguente rischio di accidenti cardiovascolari. Nel 2002 sono state collegate all'uso del farmaco 2 morti e 4 casi di effetti collaterali gravi, tanto che nel marzo dello stesso anno il Ministero della salute italiano ritirò la sostanza dal commercio, per poi reintrodurla, nell'agosto successivo, limitando le modalità di prescrizione e creando un sistema continuo di monitoragio.

Infine, rimonabant, il più recente. Efficacia: fa perdere in 4-5 chili in un anno. Ostacola l'assorbimento degli endocannabinoidi, sostanze prodotte dal corpo e responsabili del senso di gratificazione. Bloccare la loro azione vuol dire togliere la dipendenza dal cibo appetitoso. Inoltre sembra che la riduzione del giro vita sia causata da un effetto diretto sulle cellule adipose, tanto che, finita la cura, il peso perso non viene recuperato nel breve periodo. Il farmaco è anche utilizzato nella disassuefazione dal fumo. Ma questi vantaggi hanno come contraltare alcuni effetti collaterali molto fastidiosi, tanto da indurre la metà dei pazienti coinvolti negli studi ad abbandonare la sperimentazione. La causa è da ricercare nell'azione del farmaco su un circuito cerebrale molto complesso che regola diverse funzioni: sonno, desiderio sessuale, oblio dei ricordi spiacevoli. Intervenire su questo circuito può provocare disturbi di tali funzioni, con la possibilità di manifestazioni di ansia, insonnia, depressione, vertigine. Sul tratto gastrointestinale si registrano nausea e diarrea. Ancora incerti gli effetti a lungo termine.

Quali indicazioni trarre da questa revisione? «È necessario valutare attentamente il rischio-beneficio del farmaco in relazione alle caratteristiche del singolo paziente. In linea generale - commenta Carruba - chi ha problemi cardiovascolari o disturbi dell'umore è meglio escluda sibutramina e rimonabant, che invece possono essere utili in presenza di istinto della fame insopprimibile. Rimonabant può essere consigliato a chi soffre anche di diabete, o vuole smettere di fumare. Orlistat è indicato in persone con alto rischio di infarto e colesterolo cattivo (Ldl) elevato. In ogni caso è bene concordare con il proprio medico la strategia migliore».

Infografica

Le tre diverse strategie antigrasso: Ecco, in estrema sintesi, le caratteristiche e i differenti meccanismi di azione dei tre farmaci attualmente disponibili per il trattamento dell'obesità.

Testo trascritto dalla pagina originale.

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