«Quattro nemici da battere sul tempo»

Corriere della Sera · Attualità Salute, p. 53 · 14/01/2007

Sergio Cima

il pezzo principale della pagina ("L'inverno «caldo» degli allergici") è di Elena Meli

Occhiello

Nuovi rischi - Le previsioni epidemiologiche di Roberto Bertollini, direttore del Programma salute ed ambiente dell'Oms Europa

Il deserto da Roma in giù e tropici nella bassa? Le paludi di Comacchio, gli acquitrini di Bolgheri da preziose aree ecologiche protette, meta di scampagnate, ritorneranno ad essere aree malariche? Gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità sorridono a questa ipotesi, che rischia di distrarre da pericoli ben più attuali. Sì, perché senza aspettare ulteriori catastrofi i cambiamenti ambientali in atto stanno colpendo già oggi la nostra salute. E il nostro portafoglio.

«Quattro sono i determinanti climatici della salute, che deve fronteggiare il continente europeo», spiega Roberto Bertollini, direttore del Programma salute ed ambiente dell'Oms Europa. «L'ampio studio («cCASHh») concluso nel 2005 e i dati di un nuovo studio che sarà pubblicato a marzo confermano che le "emergenze" sono: onde improvvise di caldo o freddo, alluvioni, malattie infettive trasmesse da insetti o roditori, malattie veicolate da acqua e cibo. Ciascuna di queste espone a pericoli specifici e richiede specifiche misure preventive».

Tutti ricordano l'estate del 2003, caldo soffocante, consumi di acqua alle stelle, contese per l'ultimo condizionatore: finita l'emergenza, oltre 30mila morti in più. E secondo le previsioni dell'Oms da qui al 2050 la frequenza delle estati torride è destinata ad aumentare. Piogge torrenziali in autunno e primavera a fare da contraltare: dal 1995 al 2004 ci sono state 30 alluvioni, oltre ai morti e feriti sono da contare i disturbi alla psiche e i danni sociali.

«Al di là delle politiche che favoriscano una diminuzione della temperatura - continua Bertollini - esistono misure di contenimento che la comunità deve promuovere: sistemi di sorveglianza che possano emettere allarmi tempestivi, infrastrutture adatte a contenere i danni, informazioni ai cittadini, individuazione delle persone esposte a un rischio maggiore. Più razionalità nel governo del territorio insomma. C'è da dire che, soprattutto contro le ondate di calore, l'Italia ha saputo più di altri Paesi attuare i consigli dell'Oms e i risultati si sono visti: nell'estate del 2006, pur molto calda, non si è registrato un aumento anomalo della mortalità».

Più difficile prevedere come i mutamenti climatici potranno influenzare l'incidenza delle malattie infettive. Una cosa è certa: gli elementi naturali determinano le abitudini di vita dell'uomo ma anche quelle di batteri, virus e dei loro ospiti per eccellenza, insetti e roditori. «Questi vettori si stanno adattando al clima: si affacciano a latitudini e ad altezze dove finora erano sconosciuti. Encefaliti virali trasmesse dalle zecche e malattia di Lyme sono sempre più frequenti nei Paesi nordici e sull'arco alpino italiano. Così come i morsi di pappataci che trasmettono la lesmaniosi. Non è possibile prevedere con chiarezza le conseguenze di queste migrazioni sulla salute dell'uomo, ma difficilmente assisteremo a un'inversione di rotta», aggiunge Bertollini.

Contromisure? «Campagne che insegnano l'autoispezione (per riconoscere questi insetti e i loro morsi) e i possibili interventi immediati, oltre al monitoraggio degli spostamenti di questa popolazione molesta».

Occhio anche ad acqua e cibo: una raccomandazione che gli opulenti europei sono abituati a sentire dai tour operator che li spediscono in zone umide e «arretrate»: la maledizione di Montezuma ha varcato i confini. «Per ogni grado di temperatura in più aumentano del 10 per cento i casi di salmonellosi, un'infezione causata da un batterio che sguazza in cibi avariati. Saranno inevitabili nuove e più rigide norme sul controllo della catena alimentare e una maggiore attenzione da parte dei consumatori alle norme igieniche. Ma anche l'aria può farsi insidiosa, soprattutto nel Sud Europa: con il caldo aumenta la quantità di ozono, un gas che aggrava i sintomi dell'asma e aumenta il rischio di morte per chi ha già una salute compromessa».

«Non bisogna dare l'impressione che la catastrofe sia inevitabile - conclude Bertollini -. Sono aumentati alcuni rischi, ma ci sono le misure per contenerli: ogni cambiamento è governabile».

Didascalie

ALLUVIONI - Anche le calamità provocate dal clima aggravano i problemi sanitari | Roberto Bertollini, direttore del Programma salute ed ambiente della Organizzazione mondiale della sanità - Europa

Testo trascritto dalla pagina originale.

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