Sergio Cima, Roberto Satolli
Fonte citata Fonte Bisset L et al. BMJ 2006; 333: 939
Fonte Bisset L et al. BMJ 2006; 333: 939
Epicondilite: chi l’ha avuta non se la dimentica. E’ un dolore piuttosto forte che costringe a tenere ferma l’articolazione del gomito. Probabilmente è causato da piccoli traumi passati inosservati ma che a lungo andare si fanno sentire. Per questo è conosciuto ai più come «gomito del tennista», lo sport che più di tutti mette sotto stress questa zona del corpo.
Ogni anno 7 persone su 1.000, di età compresa tra 35 e 50 anni, si trovano con il gomito bloccato dal dolore. | più fortunati dovranno pazientare sei mesi, altri invece dovranno convivere con un'articolazione fuori uso per ben due anni, in cui generalmente proveranno una moltitudine di cure (agopuntura, esercizi, ultrasuoni, massaggi, chirurgia, fasce ortopediche... ) che in realtà non hanno accumulato schiaccianti prove a proprio favore. Lo studio pubblicato sul BMJ chiarisce vantaggi e svantaggi di tre strategie di intervento comparando i risultati di altrettanti studi clinici. Ecco i risultati sintetizzati in un grafico, che confronta la semplice attesa (eventualmente con un antidolore), le iniezioni di corticosteroidi e la fisioterapia.
Attesa Iniezioni di corticosteroidi Fisioterapia Iniezioni di corticosteroidi Naprossene Placebo Attesa fniezioni di corticosteroidi Fisioterapia
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La fisioterapia ha dimostrato un'efficacia leggermente superiore, nel lungo periodo, alle altre cure. L’attenta sorveglianza, cioè l'assunzione di un antidolorifico solo quando si presenta il dolore, e l’uso continuo di farmaci antidolirifici sono strategie che a lungo andare danno risultati migliori rispetto alle iniezioni di corticosteroidi, molto efficaci solo nelle prime settimane di cura, ma che poi mostrano addirittura un apparente rimbalzo negativo.
Detto questo, che fare?
Anzitutto bisogna tenere conto che il gomito del tennista tende a passare da solo (come risulta evidente dai risultati della semplice “attesa” nel grafico), quindi è chiaro che ogni terapia, nel tempo, sembra dare benefici: semplicemente il dolore va calando.
La fisioterapia dà buoni risultati ma è decisamente più costosa e impegnativa rispetto a tutti gli altri interventi. Tanto che Nynke Smidt, nell’editoriale a commento, si chiede se non sia da preferire l'attenta sorveglianza, che dà risultati simili. Ne esce male la terapia con corticosteroidi, che oggi vanno per la maggiore. Come si è detto, dopo un iniziale miglioramento provocano addirittura un aumento di dolore. Due le possibili spiegazioni: chi vede molto attenuato il dolore tende a riprende a usare il gomito, e quindi a peggiorare il trauma ancora in corso; inoltre i corticosteroidi causano, collateralmente, un danno ai tendini.
L'ultima parola comunque sta al paziente. Probabilmente le tre strategie di cura vanno adattate alle necessità di ognuno: chi ha dolore acuto e deve liberarsene in fretta può anche valutare l’uso dei corticosteroidi, pur sapendo che probabilmente poi i miglioramenti svaniranno nel nulla. Chi ha disturbi intermittenti e sopportabili può giovarsi dell’attenta sorveglianza. Chi ha disturbi più persistenti che non calano con il passare del tempo può invece preferire un programma di fisioterapia.
In questo quadro i ricercatori sembrano aver trascurato un particolare significativo del loro stesso grafico: la sottile linea verde. Mostra che l'efficacia del placebo è sovrapponibile a quella dell’attenta sorveglianza, quindi non distante dalla fisioterapia e superiore ai corticosteroidi.
Come si deve interpretare questo dato? E' noto che il solo fatto di prendere una pastiglia per stare meglio ha un effetto benefico. Anche il farmaco ha in sé un effetto placebo, ma chi lo assume si aspetta di ricavare un vantaggio ulteriore. Se però il farmaco ottiene risultati simili al placebo viene da chiedersi: dove è finito il beneficio aggiuntivo, per il quale si paga un prezzo (in euro e in effetti collaterali)?
Sergio Cima, Roberto Satolli
Ultimo aggiornamento 16/12/2006
gomito
Inserito da Tonino (non verificato) il Gio, 20/11/2008 - 22:18 Mi avete dato una speranza se il tutto è veritiero. ciao
Inserito da Visitatore Amar (non verificato) il Dom, 13/09/2009 - 13:20 il gomito da tennista è una bella palla al piede, grazie per la speranza data et al termine di 3
mesi che ce l'ho penso à la fisioterapia.Faccio bene o continuo con Voltaren Emulgel in oclusione, comme consigliato dal dottore? Grazie Amar
grazie per la per dato una Inserito da Visitatore (non verificato) il Sab, 22/01/2011 - 21:34 grazie per la per dato una speranza di garigione sono sei mesi che soffro dopo aver fatto le il laser eultrasuonio ristato zero.
Tutore gomito del tennista: esperienza personale Inserito da Paolomike (non verificato) il Lun, 07/01/2013 - 16:04 Tre anni fa ero a Dubai e,perquanto mai giocato a tennis, mi fu diagnosticato il "gomito del tennista"al braccio sinistro: l'ortopedico mi prescrisse esclusivamente un tutore (é una fascia elastica con un cuscinetto che preme sull'avambraccio comune in farmacia e ampiamente descritto nelle ricerche su internet) ed un gel antidolorifico che hanno funzionato egregiamente infatti dopo una decina di giorni il dolore é gradualmente scomparso ed ho recuperato la piena funzionalità. Oggi, a distanza di tre anni, mi é comparso lo stesso problema ma al braccio destro: ho calzato il tutore (importantissimo calzarlo esattamente come riportato nelle istruzioni altrimenti non serve!) ed una spalmatina di gel ed il dolore é sotto controllo pertanto posso svolgere almeno le attività leggere. Auguri
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