Sergio Cima
l'articolo principale della pagina, con quel titolo, è firmato Luca Carra. Il pezzo di Sergio Cima è il riquadro sul clima e le malattie infettive.
L'effetto serra non è più affare dei climatologi. Una ricerca pubblicata su Lancet dà la misura di quanto la salute dell'uomo sia a rischio, al di là di uragani e desertificazioni. Finora l'attenzione dei sanitari si è concentrata sulle ondate di calore, come quella che nell'estate del 2003 ha messo in ginocchio la popolazione anziana e dei malati cronici in tutta Europa, o come quella che sta facendo preoccupanti prove generali anche in questo inizio d'estate.
Ma ci sono altre insidie che silenziosamente si avvicinano al nostro continente trascinate dal caos climatico: moscerini, pappataci, mosche tse-tse più una sequela poco rassicurante di altri microrganismi patogeni. I mali che portano non sono misteriosi: malaria, dengue, diarrea, febbre gialla. Il caldo crescente alle nostre latitudini, secondo Lancet, sta spostando la geografia dei vettori di queste malattie sempre più verso le propaggini meridionali d'Europa.
I casi di salmonellosi e febbri emorragiche aumenteranno nelle zone tropicali, dove queste malattie sono già diffuse, ma si affacceranno anche ai nostri confini. L'organismo degli europei, spiegano gli autori dello studio, non è avvezzo a far fronte a questa batteria nemica: l'uomo reagisce meglio alle infezioni nel clima in cui si è adattato e rapidi cambiamenti ambientali provocano un abbassamento delle difese immunitarie.
«L'estendersi di certe malattie infettive è un fenomeno già in atto - conferma Anthony McMichael, epidemiologo dell'Organizzazione mondiale della sanità e tra gli autori di un rapporto recente su clima e salute. - In Scandinavia una serie di inverni più caldi del previsto ha provocato un aumento delle encefaliti virali trasmesse dagli insetti. E forse tornerà nelle città europee anche la malaria, portata dal Plasmodium vivax che, bontà sua, provoca la forma più blanda della malattia». Le prospettive climatiche tracciate per il futuro evocano scenari così inquietanti che questa pare una buona notizia.
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