«Centenari grazie anche all'ambiente e al caso»

Corriere della Sera · Salute Ricerca - L'opinione, p. 56 · 28/05/2006

Sergio Cima

il pezzo principale della pagina ("Come guadagnare dodici anni") non è di Sergio Cima. Il testo qui sotto si interrompe dove finisce la scansione. La firma non è visibile: la scansione taglia il fondo della colonna.

Occhiello L'opinione - Invecchiare bene: una complicata alchimia

Dibattere sulla longevità è un privilegio per pochi: non si diventa centenari in Paesi dove le condizioni di vita sono estremamente difficili. L'ambiente conta. Solo dove le condizioni sono favorevoli, come in Italia, il patrimonio genetico fa sentire il suo peso.

Claudio Franceschi, immunologo dell'Università di Bologna, da tempo cerca di ricostruire le alchimie che fanno di un anziano un centenario in buona salute. Franceschi sostiene che un centenario «è il risultato dell'interazione di tre fondamentali componenti: ambiente, genetica e caso. Poiché le popolazioni e i vari individui differiscono per la componente genetica, per lo stile di vita che hanno seguito (nutrizione, lavoro e attività fisica, esposizione ad agenti infettivi) e per eventi "casuali", è chiaro che si può diventare centenario per una diversa combinazione di tutti e tre questi fattori».

Si possono individuare alcune costanti tra i centenari di tutto il mondo. Oltre la metà sono in buona salute, autosufficienti e hanno seguito uno stile di vita sano. Alcuni studi recenti suggeriscono che una radicale restrizione delle calorie - circa 900 al giorno - possa allungare significativamente la vita.

«La questione è controversa - spiega Franceschi. - Una dieta con poche calorie sembra allungare la vita in pressoché tutte le specie, ma per l'uomo gli studi eseguiti sono ancora preliminari. Nell'uomo, inoltre, un regime di restrizione calorica potrebbe avere effetti indesiderati se iniziato troppo presto».

Insomma, attività fisica e buona alimentazione portano fino a un certo punto: se la componente genetica della longevità è trascurabile fino a 60 anni, diventa particolarmente forte ed importante dopo gli 80 anni e soprattutto alle età più avanzate. Ecco perché avere per genitore un Matusalemme è un indicatore affidabile della propria propensione alla longevità: i genitori dei centenari sono vissuti in media 7 anni più dei loro coetanei e i loro figli hanno uno stato di salute migliore dei soggetti di pari età.

Sembra che l'evoluzione abbia garantito all'uomo la salute fino all'età della riproduzione, sviluppando meccanismi di difesa molto efficaci per portare l'uomo a questa soglia. Proprio questo meccanismo di difesa limita la longevità della specie.

«L'infiammazione», continua l'immunologo «è la più importante reazione immunitaria che il nostro corpo mette in atto per proteggerci dalle malattie infettive. In un ambiente ricco di batteri e virus [il testo si interrompe: la scansione della pagina è tagliata]

Didascalia

Claudio Franceschi, immunologo della Università di Bologna, studia i segreti dei grandi vecchi

Testo trascritto dalla pagina originale.

← Tutti gli articoli

*****
Explore the different categories