Guerra preventiva all'ipertensione

PartecipaSalute · rubrica L'incertezza della medicina · 18/03/2006

Sergio Cima, Roberto Satolli

Fonte citata Fonte Stevo J et al. N Engl J Med 2006; 10,1056/NEJM0a060838 Tunstall-Podoe H et al. BMJ 2006; doi:10.1136/bmj.38753.77900

Fonte Stevo J et al. N Engl J Med 2006; 10,1056/NEJM0a060838 Tunstall-Podoe H et al. BMJ 2006; doi:10.1136/bmj.38753.77900

Prendere farmaci per tenere bassa la pressione prima che diventi «pressione alta» (ipertensione può abbassare il rischio di avere la pressione alta ma bisogna continuare a prendere il farmaco.

Come dire: adesso stai bene, ma può darsi il caso che in futuro il tuo rischio di avere un infarto aumenti. Se però prendi questo farmaco da adesso e per tutta la vita terrai basso questo rischio. In definitiva potresti comunque avere un infarto.

Un antefatto aiuta a comprendere la notizia. L'associazione dei cardiologi statunitensi ha deciso, al contrario dei cardiologi europei, di introdurre una nuova entità: la pre ipertensione.

E’ noto che avere l'ipertensione, cioè la pressione alta, è un fattore di rischio per futuri infarti e ictus.

Ma quanto deve essere alta per essere veramente pericolosa? Quando, in sostanza, va trattata?

Impossibile dare una risposta che si attagli a tutti.

E' difficile stabilire una soglia valida universalmente. Trent'anni fa la soglia di ipertensione era 160/95 oggi si ritiene di dover intervenire quando la pressione ha valori superiori a 140/90. Abbassare farmacologicamente la pressione sotto questa soglia consente di salvare ed evitare disturbi disabilitanti a prezzi ragionevoli (in termini di costi non solo economici, ma soprattutto umani a sostenere una terapia che comunque ha effetti collaterali e introduce stress).

L’ipertensione però è solo uno dei fattori di rischio a cui fare attenzione, oltre a fumo e scarsa attività fisica. Si può reagire alla diagnosi di ipertensione decidendo di smettere di fumare, adottare stili di vita più sani e ritardare l’uso dei farmaci (vedi il box); oppure iniziare la terapia senza farsi troppe illusione sulla propria capacità di cambiare abitudini. Ma non un male in sé.

Chi ha introdotto il concetto di pre ipertensione considera invece da curare persone con valori a partire da 120/80 perché a rischio di sviluppare l'ipertensione vera e propria. Insomma, si cura il rischio del fattore di rischio.

Ma è utile o no curare un fattore di rischio come se fosse una malattia?

Chi pensa di no teme che in futuro milioni di persone potrebbero essere avviate alla terapia contro la pressione alta senza avere bene chiaro quanti di loro eviteranno un infarto: curare tutti coloro che presentano un fattore di rischio produce vantaggi quantificabili solo in alcuni. Oltre ai danni che si accompagnano a qualsiasi cura.

cardiologi statunitensi invece hanno molta considerazione di questa entità nosologica. Tanto da avviare uno studio clinico per verificare se sia possibile prevenire l'ipertensione trattandola quando è «pre».

Da qui lo studio statunitense. 300 persone con pre ipertensione hanno preso un farmaco per tenere a bada la pressione, altre 300 persone a rischio ipertensione non hanno preso niente. Dopo due anni la terapia è stata interrotta. A questo punto il gruppo dei trattati ha fatto registrare valori più bassi: solo 54, contro 154, avevano la pression alta. Tuttavia dopo altri due anni 155 persone appartenentiauppo dei trattati aveva valori pressori elevati, come se non avessero seguito alcuna cura. Insomma se si smette di prendere il farmaco la pre ipertensione rischia di diventare ipertensione: sembra quindi impossibile prevenire la pressione alta con una terapia limitata nel tempo.

E’ un danno non poter prevenire l’ipertensione con una breve terapia farmacologica? Gli autori dello studio non hanno elementi per rispondere ma fanno capire questo: è vero, non si può prevenire, ma si può comunque iniziare la cura con qualche hanno di anticipo. Infatti se i pazienti con pre ipertensione avessero proseguito la cura, oggi avrebbero una pressione arteriosa nella norma. Lo studio è finanziato dalla ditta farmaceutica che produce il farmaco oggetto di studio.

MONICA, chi abbatte veramente la pressione alta

L'Organizzazione mondiale della sanità negli anni ottanta ha promosso una ricerca per verificare il livelli della pressione arteriosa nella popolazione mondiale. La ricerca è stata pubblicata sul British Medical Journal. Gli autori hanno concluso che:

* in 28 paesi l'ipertensione è controllata piuttosto bene;

* non si può dimostrare una correlazione diretta tra l'abbassamento dei livelli e il consumo di farmaci antipertensivi.

Semplici norme di vita sono risultate ben più importanti ed efficaci: niente fumo, poco alcool, molto movimento. Il solo uso di farmaci non accompagnato da queste regole di vita sana che hanno fatto breccia nella popolazione, non avrebbe prodotto il miglioramento osservato da MONICA.

Sergio Cima, Roberto Satolli

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