Sergio Cima
Consiglio di Quartiere Sant’Agabio – 06/02/04
Un consiglio caratterizzato dalla polemica tra il gruppo dei DS e la maggioranza. Due gli oggetti del contendere: la mancanza negli atti dell’ultimo consiglio di un documento del capogruppo diessino Garbini; l’avvio della procedura di decadenza del consigliere Balzaretti, la cui richiesta di surroga era partita in seguito ad alcune sue assenze non giustificate. I certificati prodotti dall’interessato hanno risolto la procedura di decadenza. Dure le proteste, scritte e orali, di Garbini e Balzaretti, altrettanto veementi le risposte di tutta la maggioranza. Da una parte l’accusa di una volontà politica di cancellazione di ogni attività di opposizione, dall’altra la negazione radicale di un simile atteggiamento. Asti personali e insofferenze reciproche sono emersi in un’ora e trenta minuti di discussione che ha svaporato una tensione accumulata negli ultimi mesi e ha permesso una ripresa più serena dei lavori.
All’ordine del giorno le relazioni delle commissioni. La consigliera Mellone, della cultura, ha esposto i suoi progetti: la costituzione di un gruppo teatrale di cui facciano parte le etnie presenti nel quartiere; un corso di fotografia; un corso di alfabetizzazione informatica; la raccolta fondi per aumentare le ore di presenza dei mediatori culturali nelle scuole Rigutini. Alla attività teatrale, che porterà il nome di Universo famiglia, parteciperà anche il Comune organizzando eventi collaterali: partite di calcio e conferenze sul tema della integrazione.
La commissione lavori pubblici ha presentato la proposta di sistemazione della sala consiliare. Nell’ambito di un programma di finanziamento di progetti urbani indicati dai Quartieri, la commissione ha proposto l’arricchimento della piazza dell’Università con arredi di pregio: i costi dell’operazione stati sono stimati in 100.000 euro circa. Scartata l’ipotesi, forse troppo ottimistica, di chiamare Renzo Piano per l’ideazione del progetto. Anche la consigliera Signorelli ha ricordato il nome dell’architetto, ma per invitare il Quartiere a farsi promotore affinché il suo progetto, questo già esistente, per il parco di via Bovio sia finalmente utilizzato dal Comune. «Il progetto era scomparso – ha rivelato Signorelli – e abbiamo dovuto richiederlo allo studio di Piano. Ora che Novara ne è di nuovo in possesso sarebbe bello che fosse realizzato: solo così si restituirebbe a quell’area il prestigio che merita».
S.C.
Testo dal file originale dell'autore.