Zariskie point 03/10/2003

Corriere di Novara · 03/10/2003

Sergio Cima

Zariskie point 03/10/2003

Il movimento statunitense Critical Mass, i Provos olandesi, la bicicletta, il grande black-out e la protesta contro la tangenziale che unirà Malpensa alla cintura milanese. All’incontro organizzato dal circolo Zabriskie Point, Gianni Pezzotta, membro del comitato No-Tangenziale, e Matteo Guarnaccia, artista e saggista, hanno trovato stimolanti accostamenti tra bicicletta, protesta giovanile e necessità di convertire la nostra società ad un ritmo meno consumistico.

Guarnaccia ha parlato dei Provos (protesta in Olandese). Un gruppo di giovani della città di Amsterdam, che nel ‘67 manifestava attraverso un singolare strumento di protesta: l’incentivazione dell’uso della bicicletta. Coloravano le loro bici di bianco e invitavano i passanti a servirsene fino al luogo di destinazione, e poi ad abbandonarle in modo che servissero ad altri. Il risultato fu una denuncia a loro carico di istigazione al furto. <<La bicicletta è fin dalla sua creazione, simbolo di rivoluzione- secondo Guarnbaccia- la si ritrova nei verbali di polizia tedeschi di inizio secolo: vi si nota come le donne avessero cambiato i loro costumi, gettatavano le stecche di balene e pedalavano con gonne più corte, mostrando le caviglie>>. Questo mezzo così ecologico purtroppo oggi è soffocato dal traffico cittadino e dalla mancanza di attenzione dell’autorità. <<Un problema soprattutto italiano –ha continuato il saggista- perché forse la bicicletta ci ricorda quando eravamo poveri: gli italiani preferiscono mostrare il loro benessere sfoggiando una fuoriserie…probabilmente si avrà una inversione di tendenza quando le biciclette diventeranno molto costose…come in effetti sta avvenendo>>. Altrove c’è chi non si è piegato alla logica del mezzo a combustibile fossile, e ha fatto della bicicletta una ideologia: sono i Critical Mass, un gruppo di informatici punk di San Francisco. Questi ciclisti sfegatati, organizzatisi per andare a lavorare in bicicletta senza rischiare di essere travolti, hanno studiato quanto folto avrebbe dovuto essere un gruppo di velocipedi per poter intimorire una automobile. Da qui il nome massa critica. La protesta è arrivata fino a noi: anche a Novara alcuni ciclisti hanno trovato sui propri mezzi un bigliettino di invito a raduni autoconvocati, che avrebbero percorso la città cercando di creare problemi, col loro ingombro, al traffico automobilistico. Il messaggio è inequivocabile: “rinunciate al mezzo di locomozione inquinante ed egoistico, fate il possibile per consumare meno”. Da qui il legame con il comitato No-Tangenziale. Pezzotta ha spiegato come <<seguendo la logica arrogante del movimento col proprio mezzo ad ogni costo, sia reale il rischio di vedere il parco del Ticino attraversato da un enorme taglio, una ferita indelebile larga sei corsie. Chiediamo che vengano ascoltate le nostre proposte, che renderebbero possibile un impatto minore. La società dei consumi, del movimento forzato, deve ad un certo punto fermarsi di fronte alle esigenze dell’uomo e della terra su cui vive>> Per informazioni sul movimento No-Tangenziale segnaliamo il sito “www.notangenziale.it”, mentre per approfondire le tematiche legate ai Critical Mass, il sito di Guarnaccia è “web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/bellabici/senza_mani.htm”.

Sergio Cima

Testo dal file originale dell'autore.

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