Assemblea pubblica della Margherita

Corriere di Novara · 09/12/2002

Sergio Cima

9 dicembre 2002

Assemblea pubblica della Margherita

Prima assemblea pubblica della Margherita al quartiere sud lunedì scorso. Mauro Gavinelli, segretario provinciale, ha presentato brevemente il percorso fatto dal movimento novarese, dalla costituzione dei circoli, territoriali e tematici, alla votazione degli organi direttivi provvisori che prepareranno il congresso provinciale, momento di legittimazione democratica alla Margherita novarese. Tema, quello della legittimazione democratica, su cui ha insistito particolarmente il primo ospite chiamato a parlare(l’altro era il presidente regionale della Margherita Sandro Bisiach), on. Giorgio Merlo coordinatore regionale. Merlo ha giustificato come necessaria l’organizzazione dall’alto del partito, nato da una intuizione, a livello nazionale, che ci fosse uno spazio, una domanda politica precisa, a cui ancora nessuno aveva dato risposta. Non cartello elettorale dunque ma partito di opinione, vuole essere la Margherita; da qui la necessità di darsi regole, di strutturarsi, al fine di radicarsi nel territorio. Il nucleo di aggregazione sarà essere una proposta, una elaborazione politica unitaria, riformista, sintesi delle varie anime che costituiscono la Margherita (sulla cui laicità Merlo ha voluto insistere più di un a volta). L’obiettivo è riuscire a modellare un partito con caratteristiche di democraticità, di permeabilità alla società civile, con una classe dirigente democraticamente eletta, non imposta dall’alto. << I circoli non devono essere un serbatoio di voti per il congresso, che invece deve essere frutto della militanza>> ha ribadito l’on. Merlo. Una preoccupazione quella della democraticità, dettata dalla debolezza della struttura di un partito in fieri: <<è necessario vigilare ora, perché non si instaurino vecchie logiche clientelari, che allontanerebbero i militanti in un momento molto delicato. Se non saremo capaci di fare ciò il nostro progetto fallirà>>.

Elogi, critiche e speranze nel dibattito a seguire. L’appello più pressante quello di ritornare alla base: gli aderenti al movimento sentono la necessità di coinvolgere, senza deludere, chi rivolge alla politica quelle domande a cui la Margherita vuole rispondere. Molti gli interrogativi sospesi. Problemi partici: come strutturate i circoli in modo che siano un efficacie ponte tra la società e il partito. Problemi più raffinati; Mauro Ottolenghi, presidente provinciale, si è domandato cosa voglia dire essere riformista per un partito che si propone tale: <<per presentarsi di fronte agli elettori come riformisti bisogna spiegare chi è riformista e dimostrare di esserlo>>.

Il primo impegno dei riformisti, ha spiegato Bisiach, sarà quella di interpretare e rispondere alle domande dei cittadini, a partire dalle dinamiche territoriali: <<solo saprà fare questo, e parallelamente agirà democraticamente, la Margherita avrà futuro>>.

Testo dal file originale dell'autore.

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