Sergio Cima
3 dicembre 2002
Consiglio circoscrizionale di S.Agabio
Al consiglio di quartiere di S. Agabio del 3 dicembre scorso si è votato il nuovo regolamento comunale sui contributi assistenziali a persone e associazioni, nulla da eccepire a riguardo da parte della minoranza («si recepisce finalmente una legge nazionale del 2001» ha detto la consigliera Signorelli); il vice presidente Pizzimenti è stato candidato al coordinamento della consulta ambientale di cui faranno parte almeno 4 rappresentanti dei quartieri; Signorelli ha mostrato un pacchetto di terra proveniente dagli scavi dei lavori in corso in via Concia, il cui colore rosso cinabro ha insospettito gli abitanti, che ora chiedono dei controlli: un tempo lì c’era una azienda produttrice di concimi; sono state lette le relazioni delle varie commissioni di quartiere. Dopodiché è iniziato il vero consiglio. Una prima questione ha coinvolto i genitori degli alunni della scuola elementare G. Rigutini, che da molto tempo lamentano le condizioni di scarsa igiene della mensa (di fatto i bambini mangiano sui banchi delle lezioni), l’inesistenza di attrezzature di primo soccorso (dal giaccio per i traumi ai cerotti). Pizzimenti ha assicurato che il Comune ha ultimato il progetto di restauro, ma che ora tocca alla Regione dare il un parere: «il mio impegno consisterà nel seguire assiduamente il percorso burocratico e sollecitare le istituzioni perché inizino e concludano i lavori in tempi decorosi». Rassicurati in parte i genitori, evidentemente sfiduciati da anni di promesse non mantenute.
L’altra questione ha coinvolto oltre che i genitori anche le operatrici dell’Arciragazzi, l’associazione che da una decina di anni cerca di prevenire, in un quartiere dal tessuto sociale sfibrato, i fenomeni di disagio giovanile. Riuscendoci, secondo le famiglie, che non capiscono perché il progetto comunale presentato dall’Assessore all’Istruzione Rizzo, Un quartiere amico della città, approvato con delibera il comunale il 27 novembre e operativo dal 2 dicembre, escluda l’Arciragazzi e affidi ad altre associazioni le attività ricreative. Due i motivi della protesta: si interrompe un rapporto con operatori collaudati che conoscevano perfettamente la realtà della zona; si conclude drasticamente un rapporto di fiducia educatore-bambino, che aveva richiesto tempo e fatica. Tanto violenta la protesta delle madri, quanto imbarazzata la risposta della maggioranza, che anzi ha mostrato divisioni: particolarmente critico il consigliere Di Mascio, altri hanno abbandonato l’aula (Pizzimenti per motivi di lavoro); a difesa del, progetto il presidente Bassano e il consigliere e Gualtieri («non cambia niente», la loro motivazione).
I contrasti sono apparsi così insanabili, e la protesta così veemente che non si intravede né una rapida soluzione né il placarsi degli animi.
S.C.
Testo dal file originale dell'autore.