Sergio Cima
14 novembre 2002
Camera tributaria del Piemonte
La Camera tributaria del Piemonte, insieme agli Ordini Professionali dei Consulenti del Lavoro di Novara, dei Dottori Commercialisti e del Collegio dei Ragionieri Commercialisti della provincia di Novara e Verbania, ha organizzato giovedì scorso, presso la Saletta Est-Borsa, un seminario su: verifiche fiscali, attività di controllo dell’amministrazione finanziaria, e sull’attività di controllo della Guardia di Finanza nel settore extra-tributario.
Il relatore, Ten. Col. Dott. Giuseppe Gerli, ha tenuto una relazione tecnica molto circostanziata su tutti gli argomenti, specificando i compiti della GdF, le varie modalità di verifica alla luce dello Statuto del Contribuente e dei nuovi reati tributari. L’ufficiale ha ricordato come «in realtà queste norme, che sembravano dover produrre una rivoluzione nel settore, ad una analisi approfondita, presentano due sole novità: le regole sulla durata della verifica e la possibilità, per l’indagato, di rivolgersi al Garante del Contribuente». I termini dell’inchiesta sono un punto delicato, da sottoporre a interpretazione: il limite massimo di sessanta giorni, ha spiegato Gerli, secondo alcuni è perentorio, dunque gli atti prodotti in seguito tale scadenza sono inutilizzabili, «ma – si chiede – cosa accadrebbe se proprio al sessantunesimo giorno si scoprissero irregolarità? L’indagine sarebbe da cancellare? A mio giudizio no, il termine non può essere considerato perentorio, ma solo ordinatorio».
Quella del Garante è invece una figura del tutto nuova, alla quale il contribuente si può rivolgere se ritiene di essere stato danneggiato ingiustamente dall’indagine. A tal proposito il finanziere ha ricordato come già oggi la GdF si attenga a comportamenti diretti alla discrezione, in modo da ridurre al minimo i disagi, ad esempio compiendo i sopralluoghi in borghese, tranne in quelle ditte nelle quali è necessario essere riconosciuti: «dove si lavora l’oro i nostri uomini devono presentarsi in uniforme, per non essere scambiati per ladri». Inevitabile, a seguire un momento di ilarità generale della platea, con allusioni alla somiglianza delle rispettive attività. Per nulla offeso il tenete ha chiesto comprensione: «ricordate che in fondo anche S. Matteo faceva il gabelliere».
S.C.
Testo dal file originale dell'autore.