Conferenza stampa della CGIL

Corriere di Novara · 23/10/2002

Sergio Cima

23 ottobre 2002

Conferenza stampa della CGIL

Mercoledì alle ore 11, Giovanni Milanesi, segretario della CGIL per le politiche del lavoro, ha illustrato i dati riguardanti l’occupazione nella provincia di Novara nel primo semestre 2002. Milanesi ha rilevato nei dati alcune luci accompagnate da ombre preoccupanti. Infatti gli avviamenti al lavoro sono stati 16.558 e le cessazioni 13.071, dunque un saldo positivo pari a 3.487 (nel 2001 si era registrato un +2.519). Ma appare soprattutto il terziario, e in minor parte l’agricoltura, a sostenere l’occupazione, mentre si registra un grosso calo nel settore industriale e artigianale, a consolidare una tendenza decennale nella nostra provincia, «grave –dice Milanesi– perché la ricchezza non viene solo dal terziario, ci vuole chi produce il bene che il terziario vende».

Negativi anche i dati sulla qualità dei contratti: si registra una caduta di sette punti percentuali dei contratti a tempo indeterminato, che sono il 13.93% del totale, a favore di una pari crescita di quelli a tempo determinato, arrivati a coprire il 67.90 % del totale dei contratti applicati. «Questo a dimostrare la già notevole flessibilità del mercato del lavoro», ha aggiunto Milanesi, polemico con chi vorrebbe ulteriormente incrementarla.

Contrastanti i dati sulla qualità del lavoro: l’industria ha mantenuto bassa l’assunzione di manodopera qualificata preferendo l’operaio generico, l’esatto contrario di quanto fatto dal terziario, ciò denota una scarsa volontà di investimento nel settore manifatturiero.

Infine preoccupanti i dati degli iscritti al collocamento, che sono 27.984 (di cui 63.68% donne), mentre nel 2001 erano stati 24.960. «Ma al di là del numero generale –ha notato il segretario-, preoccupa l’incremento di disoccupazione, oltre tre punti percentuali (da 14.70% a 18. 17%), registrato nella fascia 18-29 anni, che sta a significare una disoccupazione cronica e in crescita di persone, soprattutto donne, che trovano sempre più difficoltà a collocarsi nel mercato del lavoro».

Milanesi ha concluso rilevando che il dato emergente è quello di una provincia in declino industriale che non fa nulla per installare nuove attività manifatturiere, «benché sia ormai chiaro che l’illusione di Novara come nodo industriale tra Milano, Torino e l’Europa sia svanita: in realtà le industrie sono state risucchiate dall’area lombarda». Forse definitivamente, chiosa Milanesi.

S.C

Testo dal file originale dell'autore.

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