Sergio Cima
22 ottobre 2002
Liberamente al Circolo Riscatt: dove taglierà la scure del Governo?
L’associazione culturale Liberamente si è riunita al Circolo Riscatt per parlare della legge Finanziaria 2003 e delle sue ricadute sugli enti locali. Ospite relatore Gianni Cerutti, già assessore al bilancio di Borgomanero, il quale ha subito premesso che il Governo, vista la forte opposizione dell’ANCI, l’associazione dei comuni, potrebbe fare marcia indietro proprio su alcuni dei provvedimenti in tema durante la serata. Ciò non toglierebbe, a giudizio di Cerutti, la gravità del tentativo di scaricare sugli enti locali la responsabilità dell’aumento dei costi delle prestazioni offerte.
Considerazione preliminare di Cerutti è che ormai sugli enti locali riposa gran parte di quei servizi che il cittadino ritiene acquisiti, connotati come Welfare. Servizi non più erogati dallo Stato, per effetto della decentralizzazione, o che l’ente locale ha ideato e finanziato per rispondere a particolari esigenze territoriali.
«La scure del Governo -ha sostenuto Cerutti- si è abbattuta già con la Finanziaria 2002, imponendo ai comuni di non aumentare la spesa corrente più del 6% rispetto all’anno precedente. Una manovra non giustificata nemmeno dal Patto di Stabilità, rispettato nel 2000 e nel 2001 senza tali “accorgimenti”». Comprimere la spesa corrente significa non poter più sostenere servizi già avviati e nemmeno crearne di nuovi. La filosofia del governo appare ben delineata nella Finanziaria 2003: mettere sul mercato il Welfare fino ad oggi di competenza dei comuni.
L’effetto a breve sarà l’aumento delle tariffe comunali per i servizi indispensabili, e tagli in altri comparti, necessari per pareggiare il bilancio. «Lo stato centrale potrà allora apparire come virtuoso, perché non alzerà le tasse, e gli enti locali passeranno come “spendaccioni” ed incapaci di razionalizzare i costi».
Cerutti ha poi rilevato i problemi, fortemente correlati al tema in discussione, che porta il federalismo, riconosciuti anche da chi lo sostiene: problemi di costo, perché «se ogni comunità si deve organizzare, i centri di spesa si moltiplicano», e di natura giuridica: «se alcuni servizi sono gestiti dai comuni, quelli più poveri non potranno garantirli, facendo mancare ai propri cittadini il godimento di un diritto costituzionale: la parità di trattamento da parte dello Stato. Il problema non può essere considerato secondario, anche se oggi non appare molto sentito».
S.C.
Testo dal file originale dell'autore.