Sergio Cima
15 ottobre 2002
Aula consiliare della Provincia di Novara: presentazione Progetto Sonar
Martedì 15 nell’aula consiliare della Provincia di Novara gli assessori alle politiche comunitarie Maria Teresa Annovazzi e alle pari opportunità Elisa Bazzica hanno presentato il Progetto Sonar. Erano presenti i partner coinvolti nel progetto con la nostra provincia, provenienti da Galles, Spagna, Portogallo, e da Roma. Questi alcuni degli aderenti all’ampio progetto europeo, denominato Equal, di lotta alla discriminazione e alle disuguaglianze in relazione al mercato del lavoro. Equal si propone di formulare azioni ad hoc, sperimentando politiche innovative finalizzate a sottrarre i soggetti deboli della società dal disagio, coinvolgendoli attivamente nella propria riqualificazione e ricerca di occupazione. È fondamentale che gli aderenti cooperino con partner transnazionali, in modo da poter scambiare informazioni ed esperienze.
L’assessore Bazzica ha mostrato soddisfazione per come Novara sia riuscita a inserirsi in questo progetto, malgrado le iniziali incertezze dovute alla sua complessità e onerosità. L’assessore alle politiche comunitarie si è invece soffermata sull’importanza di costituire oggi una rete di comunicazione e scambio di informazioni tra le realtà amministrative comunitarie. In tal senso opera ad esempio, ha detto Annovazzi, Arcolatino, l’associazione delle provincie che si affacciano sul mediterraneo, in cui Novara tiene il gruppo di lavoro sulle attività produttive.
Katia Pernicotto, il consulente della Provincia che si è occupata della realizzazione del progetto, ha quindi presentato e dato la parola ai gruppi transnazionali.
Il Galles, Roma e la Spagna hanno illustrato progetti finalizzati alla formazione e occupazione di emarginati e portatori di handicap. Tutti hanno insistito sulla fase di studio, fondamentale perché poi l’azione sul territorio sia veramente efficace. Preoccupazione su cui hanno insistito anche i rappresentanti del Portogallo, vista l’entità del loro progetto: l’incremento delle terre irrigate con la costruzione di una diga che andrà a creare il più grosso lago artificiale d’Europa. L’intento è quello di fermare la fuga di lavoratori dall’agricoltura, studiando anzitutto le reali esigenze della popolazione che sarà coinvolta.
Da rilevare il clima di amicizia tra i partner che ormai collaborano stabilmente e sono a conoscenza dei rispettivi progetti, segno, ha detto Annovazzi, di una integrazione europea che non coinvolge solo le istituzioni ma scende tra i cittadini.
S.C.
Testo dal file originale dell'autore.