Istituto De Pagave: 1° convegno provinciale di musicoterapia

Corriere di Novara · 12/10/2002

Sergio Cima

12 ottobre 2002

Istituto De Pagave: 1° convegno provinciale di musicoterapia

Sabato 12 ottobre l’Istituto De Pagave ha ospitato il 1° convegno provinciale di musicoterapia, organizzato dall’Istituto stesso e dai Volontari Centro Incontro De Pagave, rappresentati dai rispettivi presidenti, arch. Diego Boca ed Elisabetta Ciceri Soldati. Il convegno era patrocinato dalla Fondazione Della Comunità Novarese Onlus, il sen. Ezio Leonardi ne ha portato il saluto.

Il dr. Portigliotti, direttore sanitario del De Pagave, ha aperto l’incontro ricordando come già da trent’anni si sperimenti la musica nei reparti di rianimazione e come oggi la musicoterapia offra ai pazienti nuovi stimoli e susciti una rinnovata volontà di comunicare anche nei più passivi. La moderatrice Serena Fiocchi, caporedattore del Corriere di Novara, ha dato quindi la parola a Paolo Cerlati, docente di musicoterapia.

Interessante la prospettiva tracciata da Cerlati di una terapia che si adatti ai pazienti, una musica che sciolga in ciascuno i nodi problematici più intimi facendo emergere ricordi e sentimenti compressi. Suggestiva la conclusione del suo intervento: la riproduzione di un suono simile a quello emesso da un tam–tam, che Cerlati ha rivelato essere la scansione dei battiti cardiaci di un feto. Già nel ventre materno siamo investiti dal ritmo della musica, dai suoni prodotti dai due corpi in simbiosi.

Il secondo relatore, Renzo Magosso, direttore di Gente, ha ricordato come suoni e canzoni partecipino da sempre alla nostra vita: dai ritmi di marcia escogitati da Alessandro Magno, ai ritornelli aspri, privi di vocali, recitati dagli spartani durante i combattimenti. Magosso si è soffermato su alcune particolari canzoni che hanno visto mutare il loro significato rispetto a quello attribuito dall’autore: in particolare ha svelato come Torna a Surriento non sia canzone d’amore ma petizione politica, perché il ministro, di passaggio a Sorrento, torni e si occupi veramente della città.

Ha chiuso gli interventi della mattina l’esperta di arterapia Giovanna Serazzi Nicodano. L’intento terapeutico delle arti, ha detto, è quello di recuperare, mediante le stimolazioni dei sensi, le memorie perdute del corpo, esternare i sentimenti sepolti. La musica, in particolare, ha il pregio di poter essere condivisa, e quindi di prestarsi ad un uso terapeutico di gruppo, in modo da far interagire i pazienti che, anche quando afflitti da gravi malattie debilitanti, «finalmente lasciano la passività per l’attività e riscoprono la creatività propria dell’uomo».

S.C.

Testo dal file originale dell'autore.

← Tutti gli articoli

*****
Explore the different categories